About Progetto


“Non ereditiamo la terra dai nostri genitori, ma la prendiamo in prestito dai nostri figli.”
(Proverbio africano)

In un mondo in continuo cambiamento, sentiamo il bisogno sempre più forte di riscoprire e preservare le nostre radici, la nostra identità e quel patrimonio unico e inestimabile che è il nostro territorio. Il territorio è la nostra ricchezza e può rappresentare il nostro futuro, se siamo in grado di proteggerlo e allo stesso tempo promuoverne la crescita e lo sviluppo. In Italia è ancora la terra la risorsa più preziosa, con un modello agricolo che ha saputo preservare un enorme potenziale di sviluppo: l’identità culturale e produttiva dei nostri territori.

 

L’agricoltura italiana ha oggi davanti a sé una grande occasione di rilancio: unire la necessità di sviluppo dell’economia con il mantenimento dell’integrità di un territorio, preservando la qualità sociale della vita di chi lo fruisce. L’agricoltura sta ridisegnando il proprio ruolo nella società moderna, andando ben oltre la produzione primaria di beni. Il mantenimento del paesaggio, la riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni, il recupero di territori fortemente antropizzati, la rigenerazione di valori condivisi sono tutti aspetti che devono essere al centro della nuova idea di sviluppo rurale. Il “prodotto agricolo di qualità” deve arricchirsi di tutte quelle virtù immateriali che solo un’agricoltura consapevole è in grado di esprimere.

Montefalco, lo sviluppo consapevole

In Umbria, a Montefalco, è nato da alcuni anni il piccolo ma significativo esempio di una nuova agricoltura. Montefalco è una cittadina adagiata da un lato alle pendici dei Monti Martani mentre dall’altro sovrasta la Valle Umbra ed è da sempre un esempio perfetto di sviluppo vitivinicolo ed enoturistico d’eccellenza in grado di creare ricchezza con uno sviluppo consapevole.

La storia di questo modello virtuoso inizia all’inizio degli anni ’70 quando un gruppo di agricoltori avvia la richiesta del riconoscimento della DOC Montefalco, passa dalla nascita nel 1979 della Settimana Enologica, prosegue nel 1990 con la richiesta della DOCG per il Sagrantino di Montefalco, poi nel 1999 con la nascita dell’Associazione Strada del Sagrantino. L’idea semplice ma intuitiva del gruppo di Agricoltori fu quella di puntare su un vitigno autoctono del territorio, il Sagrantino, presente da secoli negli orti e nei giardini della zona, e di sviluppare un progetto per la sua valorizzazione espressiva. Il prodotto attira fin dai primi anni ’90 l’attenzione del mondo enologico italiano ed internazionale. Esperti del settore raggiungono Montefalco per constatare dove e come cresce il vitigno fino a poco tempo prima sconosciuto. Gli esperti di passaggio restano colpiti dalla potenza e dall’eleganza del Sagrantino, dai vigneti e dalle colline del territorio. La comunicazione di questo pezzo d’Italia inizia ad attirare turisti che scoprono che vicino ad Assisi esiste un luogo altrettanto significativo dal punto di vista culturale e paesaggistico. Il fenomeno si amplifica a tal punto che Montefalco, e con esso il Sagrantino, diventano i protagonisti nel 2002 di una ricerca della Fondazione Agnelli sui cicli di vita di un bene culturale considerando il territorio come un tutt’uno tra beni storico artistici e beni colturali.

Il distretto del Sagrantino in questi anni con più di 3.000 posti letto e decine di attività enoturistiche aperte 360 giorni all’anno è diventato meta turistica d’eccellenza per americani, giapponesi, nord europei e turisti internazionali in genere.

Il Sagrantino inizia a vincere premi e ricevere riconoscimenti in modo costante e significativo. Le aziende produttrici si moltiplicano e il sistema alimenta il comparto turistico legato all’accoglienza e alla ristorazione. Nascono manifestazioni di rilievo internazionale legata alla viticoltura d’eccellenza e al turismo enogastronomico di qualità. Il Sagrantino di Montefalco e il suo territorio d’origine vengono definitivamente immortalati nel panorama internazionale dell’enoturismo.

sempre più in alto

Montefalco 2015: The New Green Revolution

Oggi, lo spirito innovativo e lungimirante che ha contraddistinto gli imprenditori di Montefalco insieme all’amministrazione cittadina riaffiora in un nuovo progetto che intercetta le nuove linee di sviluppo della green economy. Quale territorio migliore di Montefalco può approfittare delle straordinarie possibilità di cambiamento che la green economy offre e che l’Expo di Milano vuole celebrare? Montefalco 2015: The New Green Revolution si prefigge di ideare un nuovo modello di sviluppo del territorio che permetta di generare una sostenibilità legata a produzioni dal basso impatto ambientale, a investimenti in ricerca e sviluppo, a un modo di fare impresa che mantenga un elevato valore sociale sul territorio con iniziative culturali e di formazione. È in corso di realizzazione una Accademy della Sostenibilità, un corso per tecnici agroalimentari per neo-diplomati che possono trovare a Montefalco il riferimento per un modello produttivo sostenibile d’eccellenza. Attualmente il progetto Montefalco 2015: The New Green Revolution è il primo protocollo territoriale certificato di produzione sostenibile in viticoltura ed è stato in grado di coinvolgere diverse cantine del territorio, nonché il comune di Montefalco e associazione culturali e di sviluppo turistico, oltre ad alcune aziende non prettamente agricole, ma che insistono sul territorio e che intendono perseguire uno sviluppo ugualmente sostenibile.

Montefalco 2015 si propone come modello di sviluppo da esportare in altri territori italiani e l’obiettivo è raggiungere l’Expo di Milano con la presentazione di un lungimirante progetto dell’eccellenza italiana nell’epoca della green economy.

Share Button